Go Wine presenta "lo spumante italiano", i terroir storici e le bollicine autoctone

Meno di una settimana per la nuova edizione dell’evento dedicato allo Spumante italiano: una serata speciale per conoscere e apprezzare i terroir storici dello spumante e sfiziose bollicine gruppo ne. Presentiamo le aziende protagoniste della serata: un qualificato gruppo di aziende italiane, espressione di diversi territori del Paese, animeranno la manifestazione incontrando direttamente il pubblico; una ricca selezione in enoteca completerà il panorama della degustazione. Ad accompagnare i vini ed ospite della serata sarà “La Salsamenteria” di Roberto Mangione (Roma) con la Sua proposta di prodotti gastronomici da scoprire ed abbinare.

I prodotti che accompagneranno la degustazione, raccontati da Roberto Mangione:


LA GONZAGHETTA
Ottenuta da coppe pesanti di Gran Suino Padano e delicatamente aromatizzata alle erbe, si presenta al taglio con un magro decisamente striato di grasso sodo e dolce. La doratura esterna è frutto di una lenta cottura al forno che le conferisce un gusto delicato e un aspetto inimitabile. Gustata secondo un’antica ricetta di tradizione mantovana, che consigliava di abbinare la coppa arrosto con la mostarda di mele campanine o pere, fa assaporare atmosfere dimenticate e gustare profumi e sapori
dell’eccellenza norcina.

LA MORTADELLA
La tecnica produttiva della mortadella è assolutamente particolare e unica in tutto il mondo: base di partenza sono carni attentamente selezionate (nel caso della Mortadella Bologna lavorate secondo un disciplinare europeo) che vengono triturate e ridotte ad una pasta molto fine attraverso tre diversi
passaggi in apposite macchine tritacarne. Vengono poi preparati i cubetti di grasso, che sono ricavati esclusivamente dalla gola del suino, il più duro e il più pregiato tra i tessuti adiposi. L'impasto così ottenuto viene insaccato nella misura voluta (esistono mortadelle di tutte le pezzature, fino ad alcuni quintali) e sottoposto a cotture. E' questa la fase più delicata, capace di dare alla mortadella tutto il suo caratteristico aroma e la sua tipica morbidezza; il procedimento prevede l' utilizzo di apposite stufe ad aria secca, con tempi di cottura che vanno da poche ore fino ad un' intera giornata. In ogni caso, la temperatura al cuore del prodotto non deve mai essere inferiore a +70 c. Segue infine una docciatura con acqua fredda e una sosta in cella di raffreddamento che consente al prodotto di "stabilizzarsi".

CACIOCCHIATO DI ARIANO IRPINO
Il nome di questo formaggio deriva dalla sua conformazione interna che si presenta ricca di piccoli fori detti “occhi” da cui “cacio occhiato” trasformato poi in “Caciocchiato”. E’ un formaggio di latte vaccino intero, proveniente esclusivamente da selezionati pascoli irpini, dove il bestiame, mucche di razza podalica allevate allo stato brado, si ciba di erba sulla e lupinella. Il foraggio fresco dona al latte un aroma inconfondibile, parte del quale si troverà anche nel formaggio. La pasta si presenta compatta a struttura poco elastica di colore giallo paglierino con evidente occhiatura interna. Il suo sapore, nonostante la sua stagionatura sia abbastanza prolungata, è molto dolce. La crosta è sottile e di colore giallo. Le forme del Caciocchiato somigliano ad angurie americane. Il Caciocchiato è un formaggio tipico dell’avellinese. I pascoli dell’Alta Irpinia, abbondanti e variegati, sono popolati dalle mucche che forniscono un latte particolarmente pregiato da cui si ottiene il Caciocchiato.
Per garantire la qualità del prodotto, la lavorazione del Caciocchiato è riservata ai mesi invernali, quando il latte contiene una bassissima carica batterica, caratteristica indispensabile al raggiungimento dello scopo prefissato. Il latte viene pastorizzato a 72°C. La cagliatura avviene a 38°C mediante l’utilizzo di caglio di vitello e, successivamente, vengono aggiunti degli speciali fermenti che, lavorando all’interno della pasta filata, fanno si che si ottenga la foratura, caratteristica essenziale di questo formaggio. La pasta lavorata ad alta temperatura viene messa in appositi stampi che danno al Caciocchiato la caratteristica forma ad anguria americana dal peso che varia dai 12 fino ai 25 kg. Dopo una stagionatura di circa 6 mesi in apposite celle a temperatura ed umidità controllate, il Caciocchiato è pronto per essere gustato.

La storia
Il caciocchiato è il prodotto di punta della ditta Superlatticini di Carlo Lo Conte, che nel 1970 iniziò le sperimentazioni per la produzione di questo formaggio, rendendolo in breve un prodotto di livello internazionale. Nel 1916 i nonni paterni, presso la proprietà della Duchessa Caracciolo di Ariano, rivelarono un piccolo laboratorio per la produzione artigianale del latte e la sua trasformazione in caciocavalli e formaggi. L’attività proseguì fino al 1938, anno in cui Carlo Lo Conte e suo fratello, guidati da un fervido istinto imprenditoriale, la trasformarono in un autentica attività industriale.

FIORDILATTE
Il fior di latte è un formaggio fresco o latticino di latte intero vaccino a pasta filata, ricavato con una tecnica quasi identica a quella della mozzarella: difatti, sull'etichette delle confezioni in vendita la definizione mozzarella di latte vaccino specifica la qualità vaccina per obbligo di legge onde evitare confusione con mozzarella di bufala, della quale è un'imitazione. È originario di Campania e Puglia: è controversa la questione sul primato dell'origine. Attualmente è preparato e diffuso in tutta Italia: ha ottenuto la certificazione specialità tradizionale garantita nel 1996.

…ed IL PANE

PANE DI ALTAMURA
Il Pane di Altamura è un prodotto di panetteria tradizionale di Altamura, in provincia di Bari.
È ottenuto dall'impiego di semole (molto ricca di glutine) rimacinate di varietà di grano duro coltivato nei territori dei comuni della Murgia. Nel luglio 2003, a livello europeo, il pane di Altamura è stato riconosciuto il marchio denominazione di origine protetta (DOP).
Cotto nei tradizionali forni a legno e in pietra, il pane di Altamura si distingue per la sua fragranza e il suo sapore. Ha crosta croccante e una mollica soffice di colore giallo paglierino.
L'area geografica delimitata dove sono coltivati i grani comprende i territori dei Comuni di Altamura, Gravina di Puglia, Poggiorsini, Spinazzola e Minervino Murge in provincia di Bari. E la zona di produzione del «Pane di Altamura» comprende soltanto il territorio amministrativo del Comune di Altamura, in provincia di Bari.

PRODUZIONE
Il rimacinato di semola di grano duro utilizzato per produrre il pane è ricavato dalla macinazione di grani duri delle varietà «appulo», «arcangelo», «duilio» e «simeto» prodotte nel territorio delimitato nel disciplinare di produzione, da sole o congiuntamente in ragione almeno dell'80%, purché prodotte nel medesimo territorio. Il prodotto si ottiene secondo l'antico sistema di lavorazione che prevede l'uso di lievito madre o pasta acida — sale marino — acqua. All'atto dell'immissione al consumo deve presentare le seguenti caratteristiche: La pagnotta dal caratteristico profumo di peso non inferiore a 0,5 Kg, presenta due forme tradizionali, la prima delle quali, denominata localmente «U sckuanète = pane accavallato», è alta, accavallata, senza baciatura ai fianchi; l'altra più bassa, localmente denominata «a cappidde de prèvete = a cappello di prete», non presenta baciatura. La crosta deve possedere uno spessore non inferiore a 3 mm.; la mollica, di colore giallo paglierino, presenta una omogenea alveolazione; l'umidità non deve superare il 33 %.
 

 
Partecipano al Banco d’Assaggio:
 
Agricola Emme – Piglio (Fr); Batasiolo – La Morra (Cn);
Cantine Riondo
– Monteforte d’Alpone (Vr); Casa Divina Provvidenza – Nettuno (Rm);
Casale del Giglio – Le Ferriere (Lt); Caudrina – Castiglione Tinella (Cn);
Citra Vini – Ortona (Ch); Consorzio Tutela Vino Lessini Durello – Soave (Vr);
Cooperativa Produttori Erbaluce di Caluso – Caluso (To);
Contratto Giuseppe – Canelli (At); Feudi di San Gregorio – Sorbo Serpico (Av);
Saladino Saladini Pilastri - Spinetoli (Ap); Tenuta Casteani – Gavorrano (Gr);
Tenuta Chiccheri – Tregnago (Vr); Vineyards V8+ - Loncon di Annone Veneto (Ve);



in enoteca:

 

Andreola Orsola – Farra di Soligo (Tv);
Avezza Paolo – Canelli (At); Bera – Neviglie (Cn);
Bisol – Valdobbiadene (Tv); Cantina Vallebelbo – S. Stefano Belbo (Cn);
Cave du Vin Blanc Morgex et Salle – Morgex (Ao);
Cesconi – Lavis (Tn); Cieck – Agliè (To);
Collavini Eugenio – Corno di Rosazzo (Ud); Crotin 1897 – Maretto (At);
Deltetto – Canale (Cn); Gioacchino Garofoli – Loreto (An);
Adriano Gigante – Cividale del Friuli (Ud); Les Cretes – Aymavilles (Ao);
Monsupello – Torricella Verzate (Pv); Montalbera – Castagnole M.to (At);
Morini Alessandro – Faenza (Ra); Moser Francesco – Trento (Tn);
Olivero Pietro – Vezza d’Alba (Cn); Pianbello – Loazzolo (At);
Ponchione Maurizio – Govone (Cn); Sordo Giovanni – Castiglione Falletto (Cn);
Tenuta dei Fiori – Calosso (At); Tenuta Mazzolino – Corvino San Quirico (Pv);
Terra dei Re – Rionero in Vulture (Pz); Tre Secoli – Mombaruzzo (At);
Vallerosa Bonci – Cupramontana (An); Zeni – San Michele all’Adige (Tn);

 


 

Conclude la degustazione:
ANTICA DISTILLERIA SIBONA - Piobesi d’Alba (Cn)
 
Programma e orari:
Ore 16,30 – 19,00: Anteprima: degustazione riservata esclusivamente ad operatori professionali
(titolari di Ristoranti, Enoteche e Wine Bar)
Ore 19,00: Apertura Banco d’Assaggio al pubblico alla presenza delle aziende
Nel corso della serata breve conferenza di presentazione. Nell’occasione il Consorzio Tutela Vini Lessini Durello presenterà l’appuntamento “Durello and Friends”

Ore 22,00: Chiusura banco d'assaggio


 
Il costo della degustazione per il pubblico è di € 15,00 (€ 10,00 Soci Go Wine, Rid. soci associazioni di settore € 12,00). L’ingresso sarà gratuito per coloro che decideranno di associarsi a Go Wine direttamente al banco accredito della serata. L’iscrizione sarà valevole fino al 31 dicembre 2014.
 


 
Last modified onMercoledì, 23 Ottobre 2013 18:10
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