Con la terza Maker Faire nasce a Roma la Silicon Valley capitolina

Si é chiuso domenica 18 Ottobre la terza edizione della Maker Faire, la più grande fiera d'Italia, e probabilmente d'europa, tenutasi quest'anno nella città universitaria della Università degli studi di Roma "La Sapienza" di Roma. La manifestazione, dedicata all'innovazione tecnologica ed all'open source digitale, ha riscosso un enorme successo di pubblico e di espositori, ponendo l'attenzione sull'interesse crescente e sul ruolo trainante per l'economia offerto dal settore dell'hardware digitale e dalla robotica. Un settore che nel bacino di Roma e del Lazio ha attecchito da tempo e si sta sviluppando con cresita esponenziale tanto da far circolare ormai l'idea che a Roma e nel Lazio si sia creata una sorta di "Silicon Valley capitolina", data la molteplicità delle idee e delle loro applicazioni che si sono potuti vedere e toccare con mano nella Maker Fair. Ma chi sono i makers e come sono nati in Italia? Quello dei makers, termine che in inglese letteralmente significa "artefice, chi fa, fabbricante", é un movimento che si é sviluppato grazie a internet negli Sati Uniti. Wikipedia dà la seguente definizione dei maker: "Gli artigiani digitali, o "maker", costituiscono un movimento culturale contemporaneo che rappresenta un'estensione su base tecnologica del tradizionale mondo del bricolage. Tra gli interessi tipici degli artigiani digitali vi sono realizzazioni di tipo ingegneristico, come apparecchiature elettroniche, realizzazioni robotiche, dispositivi per la stampa 3D, e apparecchiature a controllo numerico. Sono anche comprese attività più convenzionali, come la lavorazione dei metalli, del legno e l'artigianato tradizionale". E tali meraviglie della creatività targata "make in Italy" é ciò che gli oltre centomila visitatori hanno potuto ammirare nella città Universitaria, trasformata per l'occasione in campus tecnologico.

la Wasp Big Delta 12m, la più grande stampante 3d del mondo

Interi padiglioni dedicati alla stampa 3d, ai droni, ai quadricotteri, fatti volare in una speciale voliera con esibizioni di ogni genere, ai robot, a tutto il settore della robotica e protesi medicale, agli workshop (lezioni e conferenze), ed ai laboratori fab lab. Nei vari padiglioni della stampa 3d sono state effettuate dimostrazioni di digital maifacturing che andavano dalla realizzazione della oggettistica più minuta eseguita in resina con macchine a filamento costruite con speciali kit fai da te dai vari makers di tutta Italia nei vari fab lab sparsi in tutta Italia, alla realizzazione di stampi e plastici, alla costruzione di una casa di tre piani con la stampante 3d più grande del mondo, la WASP big Delta, alta 12 metri,che fa uso di materiali reperiti sul luogo a costo tendente a zero (quella presente alla Maker Faire utilizzava una miscela di paglia e fango), e che é destinata ai paesi che presentano situazioni di gravi emergenze umanitarie o carenze abitative. Impossibile visitare tutti i padiglioni per la grande concentrazione di pubblico. Alcuni padiglioni erano dedicati alle scuole, altri alle applicazioni musicali: il settore che é alla base della nuova era digitale non conosce confini e limiti alla fantasia e ben si sposa con la creatività e l'ingegno italiano, testimoniato nel passato e nel presente dai marchi famosi del made in Italy che si sono affermati in tutto in tutti i settori con la differenza che nel mondo dei makers la tecnologia é alla portata di tutti, e che la loro filosofia é quella di far circolare le idee e non di blindarle. Filosofia che é quella dell'open source dell'informatica "fonte aperta" che nella Makers Fair é stato applicato dal mondo software a quello hardware: libero confronto di idee per tutti, studenti, professionisti, pensionati, attraverso i laboratori o internet, per una maggiore e più veloce crescita economica, in cui la ricerca ed i cui risultati economici siano più diffusi ed uniformemente ripartiti, e non fagocitati dall'appannaggio esclusivo delle solite multinazionali. Lo stanno capendo anche le istituzioni e gli enti pubblici, presente con i propri stands ed interessati al risveglio culturale ed economico in atto. Il movimento dei makers é comunque esteso su base mondiale e sta avendo un tale successo da attirare anche i grandi sponsor e le aziende commerciali, che erano comunque presenti alla manifestazione sia pure in modo non preponderante, in quanto la micro componentistica e le applicazioni su scala commerciale ed industriale passano comunque attraverso le aziende costituite. Ma é verso le cosiddette startup o micro imprese digitali, spesso formate da studenti o giovani laureati ed eredi della piccola e media impresa italiana artigianale italiana, che é orientato il nuovo trend economico, che quindi da la possibilità a tutti, ovviamente in possesso delle necessarie idee e capacità, di diventare un "artigiano digitale", anche senza essere uno Steve Jobs o un Bill Gates.  


una banda di robots si é sibita in un concerto alla chiusura della manifestazione

Last modified onLunedì, 19 Ottobre 2015 11:17
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