Si é svolta, lunedì 16 aprile alle ore 18.30, nella splendida cornice dell' ippodromo delle Capannelle – Terrazza Derby, la serata dedicata alla consegna degli ambiti premi della XVI Edizione del Gran Galà del Galoppo. E' stata l'Unione Nazionale Proprietari Cavalli Purosangue.... Leggi tutto...
| Roma, la magnifica visione: vedute panoramiche del XVIII e XIX secolo dalle collezioni del Museo di Roma" |
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Sarà una Roma molto diversa da quella che i nostri occhi sono abituati a guardare. Prosegue il "viaggio" all’interno delle collezioni del Museo di Roma. Una riscoperta di opere meno note ma di indiscusso fascino, ora visibili al pubblico. Le immagini della mostra "Roma, la magnifica visione. Vedute panoramiche del XVIII e XIX secolo dalle collezioni del Museo di Roma" ci fanno vedere la città così come si presentava un tempo agli occhi dei viaggiatori e degli artisti: un’immensa e sorprendente sequenza di monumenti antichi e moderni, percorsa dalle anse del Tevere e circondata dalla campagna. L’esposizione, promossa dal Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione, Sovraintendenza ai Beni Culturali, sarà ospitata dal Museo di Roma Palazzo Braschi dal 15 novembre 2008 al 19 aprile 2009. Sono 35 opere selezionate dalla collezione del Museo di Roma, la maggior parte su carta – acqueforti, acquerelli e tempere – e alcuni dipinti, tutti scelti tra gli esempi più significativi di un genere che ebbe grande fortuna, realizzato con tecniche diverse. La mostra – curata da Patrizia Masini, Anna Aletta, Fabio Betti - sottolinea dunque la diffusione dell’immagine di Roma secondo punti di vista diversi, ripresa da vari luoghi dai quali si poteva avere una visione generale della città, come Villa Ludovisi, il Gianicolo, l’Aventino e Monte Mario. Tra le opere, oltre alla Veduta dalle pendici di Monte Mario di Giovanni Volpato (1779), sono di forte impatto l’acquaforte con il Panorama di Roma dal casino di Villa Ludovisi di Carl Ferdinand Sprosse (della metà dell’Ottocento), lunga più di sette metri, e quella con il Panorama circolare del Palatino di Thomas Sutherland su disegno di Thomas Shew (1827), mentre il Panorama di Roma dalla Torre del Campidoglio di Samuel Rawle, che si presenta ripiegato in una cartella, venne stampato a Londra nella prima metà dell’Ottocento ad uso dei viaggiatori. Alle vicende belliche del 1849, con le quali si concluse la breve vita della Repubblica Romana, è dedicata invece un’acquaforte di Kandler e Andreae che descrive gli scontri sul Gianicolo tra le truppe francesi e le armate di Garibaldi. I dipinti scelti, tra i quali la Veduta di Roma da Villa Malta di John Newbolt (1834) e il famoso Panorama da Monte Mario di Ippolito Caffi (1857), intercalano come eccezioni cromatiche, insieme agli acquerelli di Corrodi e alle litografie colorate di Harding, la sequenza delle incisioni. "Se l’azione del valorizzare è quell’attività che porta in luce, apre alla fruizione, organizza percorsi e nessi tra opere d’arte e storia, si può senz’altro dire che la mostra allestita nelle sale del I piano di Palazzo Braschi è innanzi tutto un’iniziativa esemplare di valorizzazione del cospicuo patrimonio del Museo di Roma. Le 35 opere in mostra selezionate dalle collezioni del Gabinetto delle stampe e dei disegni - acqueforti, acquerelli e tempere su carta, con l’aggiunta di alcuni dipinti - raccontano una storia affascinante lunga due secoli, che è una storia della visione, ossia di come la città di Roma sia stata vista e restituita dagli artisti attraverso quel genere di grande fortuna rappresentato, nel ’700 e nell’800, dalle vedute panoramiche. La mostra ci accompagna nella diffusione dell’immagine di Roma secondo punti d’osservazione diversi, ripresa principalmente da quei luoghi che, fisicamente, favorivano una visione generale della città, come Villa Ludovisi, il Gianicolo, l’Aventino, Monte Mario o lo stesso Campidoglio. Attraverso il materiale esposto è possibile ripercorrere l’itinerario visivo degli artisti e dei viaggiatori del tempo che dai diversi colli potevano abbracciare in un solo sguardo l’immensa e sorprendente sequenza dei monumenti antichi e moderni. Ecco perché, senza tralasciare l’ovvio valore documentario, l’esposizione si presenta ricca di fascino. È interessante constatare – in questo viaggio diacronico nella visione – come il paesaggio divenga occasione per raccontare la storia di Roma non solo nelle sue vicende edilizie ma anche politiche, come nell’acquaforte di Kandler e Andreae che descrive gli scontri sul Gianicolo tra i francesi e i garibaldini corsi in difesa della Repubblica Romana del 1849.Sono stati scelti a rafforzare la suggestione d’insieme alcuni dipinti che conferiscono alla sequenza delle incisioni un ritmo emozionale che il pubblico non mancherà di apprezzare. Il valore stesso della mostra, d’altronde, risiede proprio nella volontà di far conoscere al più grande pubblico la ricchezza delle collezioni del Museo di Roma, proseguendo così un percorso già avviato, volto a valorizzare e a promuovere, attraverso la rotazione delle esposizioni, anche le opere meno note ma non per questo meno importanti". Umberto Croppi - Assessore alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma |





