Saturday 19th of May 2012


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top news photography All'Ippodromo Capannelle di Roma XVI Edizione del Gran Galà del Galoppo

Si é svolta, lunedì 16 aprile alle ore 18.30, nella splendida cornice dell' ippodromo delle Capannelle – Terrazza Derby, la serata dedicata alla consegna degli ambiti premi della XVI Edizione del Gran Galà del Galoppo. E' stata l'Unione Nazionale Proprietari Cavalli Purosangue.... Leggi tutto...

Vip e istituzioni a Palazzo Cipolla per la mostra dell'artista americana Georgia O'Keefe | Stampa |

 

Inaugurata lunedi 3 Ottobre 2011 presso la sede della Fondazione Roma Museo a Palazzo Cipolla in via de Corso la mostra dell'artista americana Georgia O'Keeffe, un nome che da solo merita uno studio approfondito, in Italia sconosciuta per lo più al grande pubblico. Erano tanti i vip istituzionali ed i politici accuratamente selezionati dalla Fondazione Roma Museo, accorsi per il blindatissimo vernissage, desiderosi di non perdere la prima vera occasione mondana dopo l'estate, vetrina di una mostra di rango internazionale, che sarà poi trasferita a Monaco e ad Helisinki. Il quadro scelto per il logo, un teschio di animale dalle grandi corna, non rappresenta certo l'ideale classico della bellezza, anzi si potrebbe definire francamente piuttosto bruttino, per non dire poco significante ad un primo impatto visivo, ma stiamo parlando di un'artista moderna, scomparsa nel 1986, cui tutto é concesso, che amava l'astratto nella ricerca pittorica, e che ha percorso in america lo stesso complesso percorso che le avanguardie hanno effettuato in Europa. L'artista nel suo periodo newyorkese subisce il fascino delle forme architettoniche degli edifici di New York e comincia a realizzare pitture ad olio di grande formato, presenti in gran numero nelle sale della mostra. Dalle opere astratte dei primi anni venti, la O'Keeffe passa a forme più figurative, fondamentalmente per smentire le interpretazioni freudiane che erano state affibbiate alla sua opera dalla critica.

 

 

 

 

 

Dalla metà degli anni venti dipinge spesso fiori, frutta, paesaggi ed alberi, raffigurandoli in dimensioni macroscopiche, come se fossero visti attraverso uno zoom. O'Keffe fece parte del gruppo femminista più radicale dei primi del novecento, il National Woman's Party, che sosteneva la parità dei sessi contro la discriminazione delle donne. Come tutti gli artisti in carriera del suo tempo, dovette sposare, oltre al naturale talento pittorico, una giusta causa per emergere, ma ebbe anche l'acume e la lungimiranza di trovare la persona che l'avrebbe proiettata verso il successo, il fotografo Alfres Stieglitz, che col tempo sarebbe diventato il suo agente. La lettura della sua opera é sempre stata assai controversa, anche se l'artista, che di sé ha più volte detto di ritenersi un'artista fortunata, ha sempre goduto di grande popolarità soprattutto negli Stati Uniti.

 

 

 

 

 

Ed al paesaggio di quel paese, la O'Keefe, della quale alcune opere, che possono apparire assai astratte e surreali agli occhi di noi europei, sembrano fortemente ispirarsi, soprattutto nei paesaggi del new Mexico e nei ritratti di ossa e teschi, cui personalmente continuiamo a preferire la contemplazione di un quadro impressionista francese o italiano, forse perché più carichi, consapevolmente o meno, della storia collettiva o del movimento artistico cui appartengono. Questo perché siamo troppo abituati ad una figuratività fortemente pervasa di simbolismo e tesa ossessivamente alla ricerca del bello, sia nelle opere del passato, che in quelle di inizio novecento, stessa epoca delle opere dell'artista americana. Ma si sa, in tutte le arti figurative l'america non é certo l'Italia, e per capire l'evoluzione dell'artista fino alla sua scomparsa, nell'ambito di una pittura che spesso vive di riferimenti tanto individuali quanto isolati (come possono essere quelli che ispirano la rappresentazione su tela di un paesaggio o di una carcassa di animale del New Mexico), questa mostra ci può dare una ulteriore ed insostituibile mano, mettendo un attimo da parte, per una piu' oggetttiva valutazione, il valore economico di mercato raggiunto oggi dalle opere.

 

Luigi Del Rio

 

 

 

 

 

 

 

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